CHE COSA HANNO SCRITTO I QUOTIDIANI

(OVVERO: DOBBIAMO CREDERE AI GIORNALI?)

I quotidiani italiani del 3 gennaio 2002 (e il mensile L'Espresso del 24 gennaio) davano un certo rilievo alla notizia che, nel lavoro apparso su Applied Cognitive Psychology, io avrei "dimostrato che la superstizione è tramandata geneticamente perché utile alla sopravvivenza della specie umana". Peccato che lo studio in questione non riguardi affatto la superstizione, ma la credenza nel paranormale e i suoi legami con l'idea di "caso" e con l'esperienza di coincidenze nella vita di tutti i giorni. La superstizione non viene mai, dico mai, neanche nominata; tantomeno si menziona o si "dimostra" (!) la sua ereditabilità.

Va da sé che la replica che ho inviato alle redazioni non è stata pubblicata da nessuno: perché rovinare con dettagli pignoli una notizia sugosa? Lascio infine senza commento il fatto che la citazione fra virgolette (a me attribuita) riportata in alcune delle versioni apparse sui giornali è inventata parola per parola. Il quotidiano tedesco Der Tagesspiegel di citazioni fra virgolette ne cesella addirittura due, alquanto articolate e una più ridicola dell'altra: lo scopo del pezzo è quello di spiegare al lettore che io avrei scientificamente provato (ed è lampante che il giornalista non aveva bisogno di conferme) che, per ragioni genetiche, il popolo italiano è più superstizioso degli altri...

               


Il Nuovo, 2 gennaio 2002:




La Repubblica, 3 gennaio 2002, p. 29:




Il Messaggero, 3 gennaio 2002, prima pagina:




Il Gazzettino, 3 gennaio 2002, prima pagina:




Der Tagesspiegel, 5 gennaio 2002:




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